2009 - Italy



Migratory Birds
Sarah Jane Morris | Fallen Angel (2008)

di Michele Chisena

Gli album di cover non sono sempre uguali. Non tutti sono rassegne noiose e calligrafiche buttate giù più per rispettare contratti discografici e assecondare periodi di aridità artistica. No, non sono tutti uguali. Prendete questo CD, ad esempio. Sarah Jane Morris (sta per pubblicare il nuovo CD, Where It Hurts, a maggio prossimo) ha una voce da far impallidire chiunque. Vale quattro ottave e ha un timbro che è difficile dimenticare. È possente, ma agile. Graffia, ma accarezza. È caldo, ma intristisce.

Molti la ricordano per aver dato contributi vocali nella musica che "conta" ("Don't Leave Me This Way" con Jimmy Somerville e i Communards). Altri per la sua triplice imprevedibile partecipazione al festival di Sanremo (nell'edizione 1990 con Riccardo Fogli; nel 1991 in coppia con Riccardo Cocciante per interpretare "Se stiamo insieme," brano vincitore di quell'edizione; nel 2006, per cantare con Simona Bencini il brano "Tempesta").

Ma quello che serve è tutto nella mirabile vocalità dell'inglese. Che in questo disco emerge in tutta la sua smagliante preziosità. Accompagnata da un po' di gente che ci sa fare: Marc Ribot; Ralph Carney (che guarnisce "If You Want Me To Stay"), Eric Mingus (che impreziosisce il duentto nella "Wild Horses" di rollingstoneana memoria), la cantante rende affascinante questo disco di interpretazioni di classici rock & pop.

Bob Dylan ("Just Like a Woman," "To Ramona"), Velvet Underground ("Pale Blue Eyes"), Rickie Lee Jones ("Skeletons"), tra gli altri, sono tutti in fila ad aspettare che Sarah la canti per loro. Un'altra volta.

E la sua voce è come un flash notturno che fissa sul negativo di una pellicola l'atto di nascita di ogni canzone, ancor prima che venga vestita e poi autenticata dal suo autore originario.

Se si potesse fare un esempio (c'è ne sarebbero diversi in questo lavoro), questo sarebbe "Toxic". Immaginata così (più che interpretata) sembra che viva di una luminosità diversa, più introversa, a tratti anche più oscura, vissuta. Paradossalmente, Sarah, in questa operazione fenomenologica, fa avvicinare anche i più testardi detrattori all'originale brano cantato da Britney Spears. E non è poco.
 

Beat 2009


 

Il Manifesto




 

Max 2009




 

Cronaca Qui




 

Rodeo 2009


WHERE IT HURTS
Fallen Angel/Nunflower/Edel

'Sembra ieri quando Sarah, chioma rosso fuoco e vitalità da tarantolata, cantava Don’t Leave Me This Way nei Communards di Sommerville. E invece son passati 23 anni, tanti dischi da solista e innumerevoli incursioni nei territori del blues e del soul. Oggi Sarah è una pugnace signora di cinquant’anni, reduce dal naufragio di un matrimonio durato 22 anni e con mille progetti nel cassetto, molti dei quali insieme a Dominic Miller, il chitarrista di Sting. Col tempo la sua voce si è fatta sempre più duttile e nera. Ce lo conferma questo Where It Hurts, in cui, muovendosi agile fra eleganti melodie pop spruzzate di “smoky blues”, jazz e funk, Sarah esorcizza i suoi dolori privati.'
 

Il Giornale




 

All Info Magazine




 

La Repubblica




 

Corriere del Mezzogiorno

A scuola di canto con Ian Shaw e Sarah Jane Morris

BARI

Due grandi voci internazionali, Sarah Jane Morris e Ian Shaw saranno protagoniste del quarto appuntamento con gli stage di perfezionamento musicale Ba.Si. Jazz, che dal 4 al 6 giugno si terranno nella sede dell’accademia dello spettacolo Unika (via Giovanni XXIII, 40) a Bari. I due interpreti terranno lezioni di canto pop, rock, soul, jazz con particolare riferimento alle tecniche di interpretazione. La Morris, inglese, voce versatile che spazia dal pop al blues, fino all’R&B e al jazz, nasce come corista dei Communards di Jimmy Sommerville, e come solista ha registrato alcuni album che hanno ottenuto successo soprattutto in Italia e in Grecia. Ospite fissa del Blue Note di Milano, ha collaborato in Italia con Riccardo Cocciante, Danilo Rea e Cristina Donà. Ian Shaw è considerato dalla critica uno dei migliori vocalist in circolazione, tanto da vincere per ben due volte i Bbc Jazz Awards, nel 2004 e nel 2007. Ha inciso già diversi album in America e nel Regno Unito: tra questi Drawn to All Things - The Songs of Joni Mitchell del 2006 lo ha reso famoso e consacrato definitivamente anche agli occhi del pubblico. I corsi saranno aperti a tutte le classi di strumenti e ai cantanti che abbiano già alle spalle almeno due anni di studio, anche se esiste la possibilità di assistere alla masterclass come semplici uditori. Sabato 6, alle 21, al termine della tre giorni di studio, Sarah Jane Morris e Ian Shaw si esibiranno in un concerto, nella sede della società ginnastica Angiulli, che coinvolgerà anche alcuni allievi del corso (riservato ai soli soci dell’Angiulli). Ba.Si. Jazz, giunto alla terza edizione, è organizzato da Unika insieme all’accademia nazionale del Jazz, con il coordinamento didattico di Roberto Ottaviano. Gli ultimi appuntamenti con Ba.Si. Jazz saranno due incontri nella sede dell’accademia dello spettacolo Unika: lunedì 8 giugno, con Franco Caroni, presidente della fondazione Siena Jazz sul tema «La professione del musicista» e, venerdì 19 giugno, con Francesco Martinelli, critico musicale, direttore del Centro Nazionale Arrigo Polillo e docente di storia del jazz.

Nicola Signorile
 

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